domenica 10 gennaio 2010

I mali dell' Italia. Il ruolo delle donne.

Cosa è essere femministi?
Credere nell' uguaglianza di diritti tra uomini e donne, pur rispettando e considerando l' esistenza di differenze fisiologico caratteriale tra sessi.
Definizione complessa che esprime il dovere all' uguaglianza, ma lo sottopone all' esistenza di differenze reali.
Beh, analizziamo ora le differenze:
A)io come qualche altro miliardo di individui di sesso maschile non partorirò e non allatterò, circostanza che ha conseguenze dirette sulla mia sessualità a livello prima fisico e conseguentemente psicologico

B)Differenze a livello fisico, motorio.

C)Differenze psicologico caratteriali: mediamente le donne sono più organizzate e metodiche, gli uomini più istintivi e imprevedibili, ripeto, mediamente.


Senza voler scrivere un trattato, ma cercando di semplificare il discorso proverò a descrivere con esempi pratici la mia definizione di femminismo.
Immaginiamo una donna, Anna , che ha una buona carriera professionale concretata dalla dirigenza in una grande impresa e ottenuta attraverso i suoi meriti personali.
La mia Anna ha 2 figli, li alleva e divide la responsabilità dell' educazione con Paolo, suo marito, i suoi bimbi frequentano una scuola attrezzata ed efficente, dove imparano e socializzano, alleviando le sue preoccupazioni da mamma.
La mia Anna non soffre l' invidia delle colleghe, nel suo ambiente di lavoro non si ironizza sessualmente della sua recente promozione, ma si riconoscono le sue capacità, Anna quando parla di affari con gli altri Manager non lì ascolta scherzare sulle sue gambe, comunque bellissime, ma si occupa con serietà di lavoro.

Un' altra donna è la signora Luisa, d' aspetto sgradevole, già quasi cinquantenne ,ma con una dirompente allegria e simpatia. La sua dizione è praticamente perfetta, come la sua verve del resto, tant' è che conduce un varietà di successo.
I telespettatori l' ascoltano apprezzando la qualità del programma; passeggiando tra i salotti delle nostre case non si sentono quei commenti da comari e anche un pò razzista come può essere un "ma che .... ci fa quel cesso in tv".

Poi c'è Eva, divorziata, il suo bambino vive con il padre, ma lei lo vede tutti i Weekend e in settimana, quando ha un pomeriggio libero, lo passa a trovare portandolo nella sua gelateria preferita.
Un giudice ha deciso che nello specifico caso il padre è più adatto all' educazione del bimbo, sancendo il principio della equaglianza delle responsabilità, principio che si concretizza con l ' affidamento assegnato al genitore apparentemente più preparato.


E ora parliamo di Italia,però dimentichiamo il Parlamento, quando vedo la Carfagna Ministro anche io mi incazzo per davvero, ma in fondo loro sono un nostro riflesso, sono lì perchè lì abbiamo votati e per smetterla, per di disintossicarci da un esercizio di voto esercitato in forma indecente dobbiamo cambiare, dobbiamo sentirci diversi, dobbiamo essere migliori.
E devono farlo prima le donne, per favore signore smettetela di spettegolarvi dietro, non considerate quelle brave con successo, un pò come prostitute di lusso, non siate invidiose della collega che fa carriera con il suo sudore.
Poi quando il vostro migliore amico vi porta una nuova ragazza accorgetevi della sua simpatia e umanità, non di cercare quei difetti ben nascosti dal vestito, ma certo rilevati dall' occhio attento di chi vuol trovare.
Voi uomini invece non scaricate la responsabilità dell' educazione dei bimbi sulla vostra compagna, compartitela, non sentitevi la principale fonte di sostentamento economico della familia, dividetelo, non ironizzate su quella collega che sembra più brava di voi, riconoscetelo.

E quando noi saremo cambiati, le nostre Ministre non si chiameranno Carfagna, non avremo parlamentari veline, la meritocrazia dei normali contaggia anche il potere, lo condanna a cambiare per difendere il consenso che lo lascia vivere.

Il potere dei Media.

I media sono uno strumento fondamentale nella comunicazione politica, svolgono una funzione informativa rispetto ai comportamenti, ai progetti e ai programmi degli attori della politica stessa,
ci trasmettano dati rispetto all’ andamento dell’ economia, rispetto ai problemi sociali e ai rapporti internazionali.
Allo stesso tempo possono avere una funzione disinformativa che si realizza attraverso il filtro e la mistificazione delle notizie.
A questo riguardo, giustamente, molte sono le contestazioni che criticano l’ anomalia di una democrazia dove un personaggio è allo stesso tempo il primo attore della politica e il padrone dei mezzi di comunicazione, Berlusconi sembra quasi un bambino che dopo aver terminato il suo compito in classe, lo prende, lo corregge e poi si autovaluta.
In questo articolo non entrerò nel merito della questione precedentemente indicata, ma sosterrò la tesi che Berlusconi non solo controlla il tipo di informazioni che i telespettatori ricevono, ma che nel corso degli anni attraverso specifici programmi televisivi è riuscito a cambiare alcuni modelli e valori sociali delle categorie di individui più esposte, abbassando il loro livello culturale medio e rendendole così più deboli e soggette alla demagogia.
Inizierò questa analisi, riprendendo un’ antica intervista di Enzo Biaggi a Pier Paolo Pasolini, lo scrittore definiva la televisione come un medium di massa e come tale uno strumento impari:
sosteneva che “le parole che cadono dal video cadono sempre dall’ alto, anche le più democratiche, anche le più vere, le più sincere”, sosteneva che “nel momento che qualcuno ci ascolta dal video ha verso di noi in un rapporto da inferiore a superiore, che è un rapporto spaventosamente antidemocratico”.
La televisione è come un palco, gli spettatori non hanno diritto al contraddittorio, all’ interno del pubblico televisivo esistono categorie facilmente influenzabili, principalmente gli adolescenti, le casalinghe e gli anziani.
L’ adolescenza è il periodo in cui si forma la nostra etica, la visione continua di programmi portatori di falsi valori, che esaltano ad esempio la bellezza e il successo come principi cardine della vita, la visione di prodotti televisivi privi di contenuti culturali, ma pieni di pettegolezzi e chiacchiere sterili può falsare la creazione di quei principi su cui costruiremo il nostro futuro, può rafforzare la popolarità di un uomo che ha ottenuto il successo anche e soprattutto costruendo un immagine di se stesso compatibile con gli ideali che le sue televisioni sostengono.
Le casalinghe sono una categoria esposta perché mediamente hanno un livello basso di studi, perché passano molte ore davanti alla televisione, perché chi vive una vita regolare e tranquilla è spesso è attratto da un mondo così diverso come è quello dello spettacolo, con i suoi miti e i suoi falsi paradisi.
Gli anziani sono influenzabili i perché hanno molto tempo libero che viene in buona parte speso davanti al teleschermo, perché la realtà che viene presentata nei programmi non esisteva ai loro tempi, le resistenze dell’ età all’ innovazione sono note, meno noto è il concetto che una volta che un cambiamento viene imposto (programmi eticamente inaccettabili per persone di generazioni passate, vengono proposti con tale frequenza da irrompere attraverso la loro quotidianità) inizia a far parte della vita stessa e il modello proposto spesso viene assimilato e incorporato.
Con l’ analisi proposta voglio sostenere che i media hanno preparato il telespettatore al Berlusconi politico attraverso la creazione di modelli con ideali compatibili al berlusconismo.
Sostengo che Berlusconi ottenga dal suo potere mediatico non solo il filtro delle informazioni, ma anche un controllo culturale su una ampia parte della popolazione italiana.

mercoledì 6 gennaio 2010

Come trasformare la corretta informazione in martirio politico. Guida all' uso scorretto dell' informazione.

Esistono tanti modi per nascondere la verità, esistono i metodi violenti, di repressione diretta, esiste il metodo omertoso, occultativo e esiste il metodo mistificativo, raccontare qualcosa di simile alla verità, ma non uguale.

Creiamo un esempio, diciamo che un certo signor Bianchi sia una persona influente, che il suo potere abbia riflesso sui media.
Supponiamo che si tratti di un parlamentare accusato di rapporti con la mafia. Non di essere un mafioso direttamente, di una collaborazione per così dire esterna, conposità di uno scambio di favori, il reciproco scambio nel settore delle raccomandazioni, un ampio numero di voti promessi da parte della mafia, e da parte del politico 3 tipi di aiuti distinti, pressione sui giudici per assolvere i mafiosi, pressione sui media per oscurare la mafia, occhi chiusi nella cessione degli appalti. Aggiungiamo che, rispetto ad alcune questioni importanti, il politico si consulti e chieda appoggio ai boss e viceversa.

Immaginiamo ora che i media abbiano l' obbligo di informare a riguardo, la notizia è troppo importante per essere occultate, ma lo facciano con l' obiettivo indiretto di difendere il nostro signor Bianchi.

Che metodi possono usare?
A)Il primo e di accennare la notizia, nascondendola con un grande scoop alternativo, creando un interesse alternativo che distolga dalla questione.
B)Ingigantire l' accusa al punto di renderla incredibile, ad esempio raccontare la notizia creando l' apparenza che contro il nostro Signor Bianchi si sia aperto un procedemento penale derivante dal sospetto che lui sia il capo della mafia.L' enormità della notizia la rende di per se incredibile, già indebolirla la notizia sarà poi facile da smontare attraverso una campagna mediatica che trasformi Pubblici Ministeri e Magistrati in complottisti e accusando i collaboratori di giustizia di essere non credibili.
C)Un altro metodo di disinformazione a radice più profonde, consiste nel riempire il palinsesto televisivo di programmi, leggeri, mediocri e portatori di disvalore, abituando i cittadini a non pensare e non informarsi, a preoccuparsi soprattutto di altre questioni, allontandoli così da una politica di fatti a esponendoli alla demagogia del marketing della immagine e della informazione controllata (almeno in alcuni programmi e fasce orarie, attraverso programmi dai più ritenuti inoffesivi, perchè stupidi, ma leggeri).
Il terzo punto a bisogno di approfondimenti, lo farò in un prossimo post dove analizzerò a fondo l' uso che Berlusconi fa dei Media.

sabato 2 gennaio 2010

Come protestare, gli errori del V-Day e del non Berlusconi-Day

Sostengo e apprezzo il lavoro informativo proposto da Beppe Grillo, ammiro la sua immensa capacità mediatica, il suo rendere pubblici i segreti del potere.
Ai complimenti si affianca però una profonda critica metodologica.
La protesta di Grillo è ampia e violenta, però debole sotto molti aspetti:
A)Inazittutto è una lotta di classe(non mi riferisco ai parametri di Marx), si aiuta i cittadini a difendersi dalle caste del potere, si informa rispetto agli errori dei potenti,ma si dimentica che i mali del Italia non sono solo in alto, che il cambiamento cultural legalitario deve iniziare dal basso.
La protesta di Grillo divide l' Italia, in alto loro, che comandano, rubano e abusano, al di sotto noi, povere vittime di un sistema che ci lascia indifesi, innocenti e passivi .
Siamo indifesi perchè disinformati, dalla televisione e dai giornali che sono strumenti del potere (in fondo come diceva Gelli il vero potere è nelle mani dei Mass-Media).
Tutto vero naturalmente, vero se ci si dimentica di quello che siamo realmente, di quando sia diffusa la curruzione, il metodo delle raccomandazioni, l' evasione fiscale.. e tutte le piccole irregolarità, anche in ambienti ben lontani dalle caste che Governano il paese.
Il V-Day ad esempio lo ritengo controproducente per due aspetti:
Chi manda a fanculo si pone sul palco e giudica, si offende e non csi onsidera la complessità del problema,i partecipanti come gli organizzatori si autoassolvono colpevolizzando esclusivamente l' elitè e rinunciando alla necessità di una analisi profonda del sistema che non escluda nessuna categoria.
Ricordo un discorso alla camere, quello di Craxi, nel 92, si diceva che rubavano tutti, Bettino invitava gli innocenti ad alzarsi, ricordava che lui non era il male del Italia, ma solo uno dei tanti prodotti della nostra malattia.
Certo tanti di noi sono innocenti e onesti, tanto più che tra gli errori commessi da noi normali cittadini, molti sono marginali e perdonabili, ma mi sorprenderei scomprendo che in quella piazza non ci fossero peccatori, sono certo fosse piene di facce un pò sporche,magari con la sola macchia di aver accettato il sistema delle raccomandazioni per avere un posto di lavoro..... di aver preso una piccola mazzetta per rimpinzare uno stipendio da fame, di aver guidato ubriachi tra le strade di Roma, dimenticando che per un gioco qualcuno poteva morire.
Non voglio dire che sia necessario essere perfetti, solo che per cambiare l' Italia, ci vuole un grande movimento che ricordi ogni momento che anche i peccati piccoli sono peccati..........

La seconda critica al V-Day è di marketing politico, Grillo offende e grida molte volte con ragione, ma i personaggi da lui attaccati sono credibili per la maggioranza dei cittadini italiani, le accuse forti e aggressive(anche se vere) infastidiranno i sostenitori dei Politici messi sotto attacco e saranno riciclate da quell' ampia maggioranza dei Mass media in che è controllata dal potere per trasformarli in martiri informativi.
A)I sostenitori del personaggio attaccato si chiuderanno in una cieca difesa del proprio eroe.
B)I moderati scandalizzati dall' aggressività e dagli eccessi delle critiche vedranno il politico come una vittima e vi ci si avvicineranno.
C)I Fans di Grillo, o le persone a lui vicine, si autoassolveranno scoprendo tra gli scandali la ragione di tutti i mali e trovando in essi una valvola psicologica con cui dar sfogo alla propria rabbia.

In pratica voglio dire che il V-Day come altre manifestazioni, non indebolisce il potere ma lo rafforza, trasformando i colpevoli in vittime mediatiche e dando sfogo alla rabbia di qualcuno.